Io ho letto quest’opera a puntate negli anni ’80 sulla mitica rivista ‘Frigidaire’ e ricordo che mi lasciò a bocca aperta, e la rileggevo a intervalli quasi regolari. Purtroppo negli anni per motivi di trasloco ho dovuto cedere la mia collezione di ‘Frigidaire’, non ho più potuto riprenderla e dopo un po’ me ne sono quasi dimenticato. Dico quasi perchè quando ho visto questa nuova edizione è stato come ritrovare un amore perduto e l’ho presa subito e me la sono goduta come la prima volta, anzi di più perchè nel frattempo c’era stato un incontro fatale con Landolfi (che all’epoca non avevo ancora letto).
Devo dire che in genere le versioni a fumetti di opere letterarie mi fanno spesso storcere il naso, ammetto di essere un po’ snob, ma in questo caso l’incontro tra la maestria barocca di Filippo Scozzari, un artista tra i più sciccosi d’Italia (e non solo) e l’incanto letterario di Tommaso Landolfi, uno scrittore di una signorilità letteraria unica, si è tradotto in un abbraccio tra due raffinatezze assolute, e il risultato è un Capolavoro con la ‘c’ maiuscola.
Leggere ‘Il mar delle blatte’ è imbarcarsi in un viaggio (viaggio onirico, più che fantastico) in compagnia del Gran Variago, della sensuale Lucrezia, del misterioso e terribile Verme Azzurro, una Nave dei Folli che naviga tra onde che possono essere comiche, tragiche, oniriche (ops! scusate, questo l’ho già detto!), terribili e inquietanti, verso un mare di insetti dove il viaggio si conclude (e non dico come, se no non c’è gusto).
Spero solo che quest’opera trovi, oltre che nell’animo dei suoi lettori e del mio in particolare, un degno posto nelle biblioteche, che possa non essere dimenticata, perchè veramente è un qualcosa che va oltre le suggestioni e le emozioni che non può non suscitare in un lettore e si pone su un livello più alto, la testimonianza di quanto possa essere grande l’unione tra un grande testo letterario e un grande disegno: prima ho parlato di abbraccio, ma forse il termine ‘amplesso’ rende meglio l’idea.


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