Scrittori emergenti va bene, ma…

Colui che emerge

È così è finito che mi sono ritrovato anch’io ad essere uno di quelli che vengono chiamati scrittori emergenti. Sia chiaro: emergente non è un termine esclusivo per gli scrittori, si può riferire a molteplici attività. Ci sono pittori emergenti, attori emergenti, professioni emergenti, tutto quel che si vuole in un momento o nell’altro della sua storia presente, passata o futura vive una condizione del genere, ci sarà stato un momento nel passato in cui perfino il cristianesimo, o l’islamismo, o il buddismo saranno state definite “religioni emergenti”. Parlo di scrittori perché la cosa, volente o nolente, mi riguarda da vicino, e proprio per questo la metafora dell’emergente mi dà da pensare, sento il bisogno di definirla meglio.

La prima domanda che mi pongo è: da dove o da che cosa uno sta emergendo? Dal mare magnum dell’anonimato, può rispondermi qualcuno, e forse è la risposta più ovvia, ma è troppo banale e scontata, io voglio chiarezza: emergente per emergente, metafora per metafora, si può emergere sì da un mare, ma anche da un pantano, da un fiume, da un lago, da un vivaio di trote, da una piscina olimpionica… anche dalle sabbie mobili o da una vasca da bagno uno può emergere, al limite perfino dalla nebbia si può emergere.

E poi, se uno emerge, vuol dire che prima stava sotto, ma sotto che cosa? Bisognerebbe definire o quantomeno avere un’idea sull’essenza, sulla composizione e la qualità del luogo in cui si sta sotto: non c’è solo acqua di mare, di fiume o di lago (che anche qua… c’è una bella differenza tra le Maldive e i luoghi dei vari disastri petroliferi, i fiumi inquinati dagli scarichi e i laghi alpini, ….) sotto cui uno può rimanere emerso: può stare sotto il viscidume di una torbiera, il putridume della palude Alcionia -quella che non aveva fondo, l’acqua clorata di una piscina dove bambini maleducati fanno pipì, la fanghiglia della Laguna Nera… Anche questa è una questione dirimente, non trovate?

Una terza questione riguarda la misura dell’emersione. Se diamo per scontato che la stessa condizione di essere sommerso comporta la possibilità, o meglio, la potenzialità di emergere, allora chiunque abbia scritto anche un singolo racconto o una singola poesia potrebbe essere considerato uno scrittore (o un poeta) emergente, ma un’analisi basata su questo assioma non porterebbe da nessuna parte e faremmo meglio quindi a considerare non tanto la potenzialità quanto l’azione dell’emergere. Potenza e atto, distingueva un antico maestro. Consideriamo quindi la condizione di essere sommerso come un non-emergere o, se proprio si vuole, il punto 0.0 su una ipotetica scala di emersione. Nel momento invece in cui un qualcosa o qualcuno emerge, anche solo in parte, solo allora si può parlare di vero emergente -almeno secondo me- e diventare oggetto di misurazione. Se il concetto non vi è chiaro, rileggete piano (io stesso ho dovuto rileggerlo un paio di volte, anche sillabando, e non sono ancora convinto di averlo capito bene).

Detto questo, passiamo alla misurazione: possiamo stabilire una scala dei livelli di emersione? Seguendo la metafora iniziale, sì: uno può emergere con il cocuzzolo, poi con la testa, poi fino alle spalle, poi al torace, poi all’ombelico, poi alle caviglie per arrivare via via fino all’apice, cioè dove l’emergente diventa ex e si deve considerare emerso. Ai vari stadi (compresi quelli intermedi che non ho citato ma ci sono) corrisponderebbe un livello, ad esempio (solo per spiegare il concetto): emersione al cucuzzolo: 0.1, ha scritto dei racconti che qualcuno ha letto (parenti e amici esclusi); emersione alla testa: 0.2, ha scritto un libro che è stato pubblicato; emersione alle spalle: 0.25, ha pubblicato diversi libri che sono stati effettivamente letti (sempre (parenti e amici esclusi); emersione al torace 0.32, ha ottenuto delle recensioni senza pagarle… e via dicendo.

Naturalmente, quanto ho scritto non è altro che una esemplificazione del metodo: determinare una scala coerente sarebbe un’impresa da far tremare i polsi, se pure ci fosse qualche folle che volesse intraprendere l’impresa, anche perché si arriverebbe all’Emerso (la maiuscola è d’obbligo) e la definizione di questo livello meriterebbe uno studio a sé. Anche perché non è detto che tutto quello che emerge sia buono…

Colui che emerge

 

 

 


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About Remo

nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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