[questo fa parte di una serie di deliri scritti un po' di tempo fa sulla lettura e sulla scrittura... non badateci e perdonate...]
Quando pensiamo ai bibliotecari, abbiamo tutti l’idea che si tratti di creature tenere, sempre amichevoli ed espansive, ma in realtà questi animali vengono spesso fraintesi. I bibliotecari sono una specie in via di estinzione, il che significa che stanno costantemente in allerta per eventuali pericoli e si spaventano facilmente. Quando hai a che fare con un bibliotecario, è importante per te capire il suo comportamento, il suo linguaggio e i versi che emette. Questo ti aiuterà a creare un rapporto basato sulla consapevolezza e la comprensione.
Tieni presente che dal momento che la natura ha stabilito che queste creature trascorrano la maggior parte del proprio tempo al buio, i bibliotecari fanno un uso limitato dei segnali visivi; quindi, hanno poche espressioni facciali e un linguaggio del corpo ridotto. Inoltre, per evitare i predatori, il bibliotecario ha imparato nel tempo a stare in silenzio e non fare rumore, per questo anche la sua comunicazione tramite versi o suoni è limitata. Ciò significa che devi essere tu ad imparare a cogliere i segnali che manda.
Incomincia prestando attenzione ai versi che indicano una sensazione di tranquillità. Tra questi, il più importante è una specie di russare leggero, molto tranquillo, che sta ad indicare che si sente soddisfatto. È quasi un sussurro, quindi le prime volte potresti dover sforzarti parecchio se vuoi riuscire a sentirlo. Quando poi avrai preso confidenza con il tuo bibliotecario, prova ad accarezzarlo nelle sue zone preferite, dietro le orecchie o sotto il mento, e ti accorgerai di un altro tipo di verso, una specie di risatina a bocca chiusa, che sta ad indicare che gradisce e che vorrebbe che tu continuassi.
Non si possono invece non udire i suoni che i bibliotecari emettono quando sono spaventati. In questo caso producono un gemito continuo, particolarmente penetrante e angosciante, che aumenta fino a diventare un urlo straziante quando sono estremamente spaventati o sono effettivamente aggrediti. Quando ti accorgi di questo, devi controllare se ci sono pericoli reali e in caso intervenire di conseguenza. Se non si riscontrano pericoli visibili, e si tratta probabilmente di una sua fantasia, prova a ridurre il suo stress parlandogli con tenerezza, sottovoce e senza muoverti rapidamente. Non provare ad accarezzarlo quando è in questo stato perché potrebbe graffiarti, morderti o fingersi morto.
Comportamento tipico del bibliotecario è anche l’atteggiamento di sottomissione: un bibliotecario sottomesso in genere vuole dimostrare agli altri che non rappresenta una minaccia. In questo caso tende a farsi il più piccolo possibile, ritirando la testa e il collo nel corpo nel tentativo di scomparire. Quando succede, lascialo in pace e, semmai, procuragli un posto tranquillo dove stare, preferibilmente in angoli riparati, lontano dalla luce e con una ciotola d’acqua a disposizione.
Anche se è un animale schivo e pauroso, il bibliotecario potrebbe in certi casi mostrare segni di irritazione o antipatia. Ti accorgi di questo perché inizia a scuotere rapidamente la testa da un lato all’altro, batte le mani sopra il bancone facendo un suono simile a un tamburo oppure può premersi strettamente le orecchie contro la testa e i suoi muscoli facciali appaiono tesi e contratti. Così facendo gli occhi sembrano ancora più grandi, come se saltassero fuori dalla testa. Se è davvero irritato, può anche aggredire un altro bibliotecario, gli estranei o persino te.
Dopo comportamenti di questo tipo, devi imparare anche a prestare attenzione e riconoscere i segni di rilassamento. Puoi notare quando il bibliotecario è rilassato perché tende ad accovacciarsi sul bancone con la testa poggiata sulle braccia ripiegate e con le orecchie rilassate: il bibliotecario usa le orecchie come “radar” per percepire in anticipo i pericoli e quindi, se sono in una posizione neutra, significa che è rilassato mentre se sono ritte o si muovono inquiete, significa che il tuo bibliotecario è sotto stress o comunque in uno stato di allerta.
Impara a conoscere i segni di felicità e di contentezza. Sono comportamenti divertenti da individuare: il bibliotecario può eseguire dei saltelli o dei balzi e piroette felici in aria, può mettersi a pancia in su sopra il bancone o a rotolarcisi sopra, può anche sorridere e muovere la mascella come stesse mangiando, però senza emettere alcun suono. Sono tutti comportamenti che fanno capire che sta bene, è felice e che si sta godendo la libertà di movimento senza nessuna paura.
Dopo un po’ di tempo, potrebbe capitare anche che il bibliotecario si metta a gironzolarti attorno, a leccarti, a sorridere muovendo le orecchie nella tua direzione. Questo è un segnale molto importante, perché sta ad indicare che ti sta considerando un compagno accettabile.
A questo punto, potresti fare ulteriori passi avanti nel rapporto con il tuo bibliotecario, ad esempio potresti accarezzarlo, grattarlo sulla pancia, farlo mangiare nella tua mano e anche prenderlo in braccio per fargli delle coccole, ma è fondamentale che tu impari a capire quando non vuole essere toccato o coccolato: se lo tocchi quando non gradisce, potrebbe reagire iniziando a raspare sul bancone, a divincolarsi, anche a fingersi morto: un bibliotecario che sembra morto tra le tue braccia non sta apprezzando le tue coccole, al contrario!, sta solo sperando che tu lo lasci in pace e te ne vada. La cosa giusta da fare è lasciarlo andare, senza nemmeno provare ad insistere perché diventerebbe aggressivo e potrebbe mordere o graffiare per evitare di essere preso. Evita soprattutto di allontanarlo in alcun modo dal suo bancone.
Per concludere, ricorda che con un bibliotecario devi conquistare la sua fiducia gradualmente e, una volta raggiunta questa, la parola chiave per mantenerla è rispetto, rispetto per lui e per la sua natura.
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