Carl Hiaasen, che peccato!

Compleanno di Carl Hiaasen, nato il 12 marzo! Immagino sguardi interrogativi: pare che siano pochini quelli che lo conoscono, ed è un vero peccato! Così come è un vero peccato che non tutti i suoi libri siano stati tradotti in itaiano, e un altro peccato è che gran parte dei libri tradotti non sia più reperibile, e un altro, grande, peccato è che lui è in primo luogo un giornalista che scrive pochi romanzi e solo quando ne ha voglia.

Peccato perché, per quel che mi riguarda, dal primo suo libro che letto, “Cane sciolto” non ho potuto fare a mano di metterlo su un piedistallo. Ok, magari un piedistallo non tanto alto ma sempre un piedistallo. Uno stile coinvolgente ma del tutto particolare: i romanzi che mi sono piaciuti di più sono gialli e thriller mozzafiato  carichi di suspence fino alla fine, storie anche molto dark e cruente, raccontate però con una leggerezza e un senso dell’umorismo che fa passare in secondo piano morti, efferatezze, splatter vari (basti pensare alla registrazione delle ultime parole del killer in “Cane sciolto“… impossibile non ridere di fronte all’agonia del quidam – e se non riuscite a pensarci, andatevi a comprare il lbro, mi ringrazierete!).

Un’ultima cosa: dopo aver letto “Cane sciolto” io mi procurai anche tutti gli altri suoi libri pubblicati in italiano, tra cui uno, Hoot”, che si rivelò completamente diverso, per storia e ambientazione, dagli altri. Venni così a scoprire che il nostro scriveva (e scrive, spero) anche libri per ragazzi, con la stessa maestria con cui racconta storie noir e thriller, e questa è una cosa che mi meravigliò, ma in senso positivo: “Hoot” mi è piaciuto un sacco nonostante io l’abbia letto quando ormai la mia barba stava diventando bianca…

Voglio lasciare, per chi ha voglia -e pazienza, visto che il pezzo è lunghetto, un brano di Carl Hiaasen tratto da “Crocodile Rock“, in cui ironizza sul proprio lavoro di giornalista:

Il mio preferito tra tutti i necrologi che mi sono passati davanti è quello intitolato:

SIR SEEWOOSAGUR RAMGOOLAM
DELLE ISOLE MAURITIUS È MORTO ALL’ETÀ DI 85 ANNI.

Non era in un libro comico, ma nel New York Times. Non più di trenta persone in tutta Manhattan potevano aver sentito parlare di Sir Seewoosagur Ramgoolam, ma è questo che rende splendido il tono naturale di quel titolo – l’implicita affermazione che anche chi non è delle Mauritius deve sapere chi è.

I necrologi spesso hanno un titolo con elementi che aiutano (anche se in maniera ridondante) a inquadrare la persona – come: Joe Dimaggio, star del baseball, è morto a 84 anni – ma qui non viene svelato niente riguardo alla precedente occupazione o ai successi del compianto patriarca delle Mauritius. Forse chi scriveva ha dovuto fare i conti con la mancanza di spazio, dovuta alla lunghezza fenomenale del nome del defunto, anche se io preferisco pensare che quell’asciuttezza fosse intenzionale. Sir Seewoosagur non è più tra noi. E tanto basta.

Non scriverò io il titolo del necrologio perché, contrariamente a quello che pensano i lettori, non sono i giornalisti a scrivere i titoli dei loro articoli. Lo fanno i redattori. Una volta il redattore della pagina della Morte era malato ed Emma si è trovata con quel lavoro da sbrigare. Era l’11 settembre 1998 e questo è quello che ha scritto sopra uno dei miei necrologi:

KEITH MURTAGH, INVENTORE DEL “FRENCH TOAST”
È MORTO A 96 ANNI DOPO UNA BREVE MALATTIA

Lui si chiamava in realtà Kenneth Murtaugh, non aveva niente a che vedere con la ricetta del french toast, ma aveva semplicemente inventato un apparecchio per fare i toast e si era schiantato con la sua Coupe DeVille contro una palma del Perdido Boulevard a sessantanove anni. Che fosse effettivamente morto è l’unica cosa che Emma è riuscita a non sbagliare. Ma sono stato io a ricevere le lettere infuriate dalla famiglia del morto, perché sotto a quel titolo balordo c’era il mio nome. Da Emma ho ricevuto qualche settimana dopo un biglietto di scuse, in cui sbagliava di nuovo il nome di Murtaugh. Dio, se solo fosse stato per dispetto e non per pura incompetenza …

Percorrendo la Pelican Causeway, passo in rassegna i titoli possibili per Jimmy Stoma.

JAMES STOMARTI, ROCK STAR, 
MORTO A 39 ANNI IN UN INCIDENTE

O ancora meglio:

LA ROCK STAR JIMMY STOMA MUORE ALLE BAHAMAS

Questo se l’articolo resta nella pagina dei necrologi, dove i titoli sono abitualmente sobri e contenuti. Tutt’altra cosa se il caposervizio infila Stoma nella cronaca o in prima pagina, nel qual caso sarei disposto a dare un testicolo pur di vedere il nome Slut Puppy in corpo 40, come ad esempio in:

IL ROCKER JIMMY STOMA, EX SLUT PUPPY,
SCOMPARSO A 39 ANNI IN UN INCIDENTE ALLE BAHAMAS

Questo sì è un titolo che aiuta a vendere! Ci sono gli ingredienti irresistibili di glamour (rocker), notorietà (gli scandalosi Slut Puppies), età (trentanove anni) e tragedia (scomparire, un verbo prezioso: implica una vita spezzata troppo presto), il tutto su un fondale di esotismo tropicale …

Spiacevole ma vero: è la Morte che mi dà da vivere. Una volta ero un giornalista serio che faceva quello che passava per giornalismo serio. Adesso scrivo solo di morti – vado a letto ogni sera pensando a quelli che ho sepolto per l’edizione del giorno dopo, e mi sveglio ogni mattina pensando a chi sarà il prossimo. Ho una curiosità strettamente e professionalmente morbosa. Programmo senza vergogna una rinascita giornalistica che derivi dall’abbinamento tra la mia firma e qualche morte famosa. Passo le giornate cercando di schivare i defunti rabbini Levine, nella speranza che qualcuno più famoso decida di crepare in tempo per la composizione della prima pagina.


Scopri di più da Lettura, scrittura e altri misfatti

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Avatar di Sconosciuto

About Remo

nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
Questa voce è stata pubblicata in Maestri e complici e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento