Morte stupida della regina Sunanda

queen_sunandha_of_siamQuando si parla di morti stupide, non si parla solo di quei fessi che ci lasciano le penne a causa della propria stupidità, si parla anche di morti causate da leggi stupide, dogmi stupidi, usanze e consuetudini stupide. In questa seconda casistica rientra la storia di Sunanda Kumariratana (1860-1880), sposa di Chulalongkorn (Rama V), re del Siam (attuale Thailandia).

La regina era a bordo di un battello diretto al Palazzo d’Estate quando il natante si rovesciò, e Sunanda finì in acqua. C’erano molte altre persone in altre barche e sulla sponda che avrebbe potuto intervenire e trarre in salvo lei e la figlia che aveva con sé invece nessuno si mosse: nel Siam del 19. secolo ai comuni mortali era assolutamente vietato toccare la regina, e la pena per i trasgressori era la morte, applicata in modo rigoroso senza sconti di nessun genere, nemmeno se l’azione fosse stata compiuta per salvarle la vita. Così la regina Sunanda, che non aveva ancora 20 anni, finì annegata assieme alla figlia.

Il regale consorte fece poi erigere un monumento in memoria della sposa nel Palazzo d’Estate, ma non cambiò la legge. Chissà se almeno rese obbligatori i salvagente per i membri della famiglia reale…

 

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Le fesserie dell’Ultimo Faraone

L’Ultimo Faraone era il soprannome attribuito a Saparmurat Atayevich Niyazov (1940-2006), dittatore del Turkmenistan dal 1992 fino alla morte, anche se lui si era autoproclamato Turkmenbashi (Padre e Guida di tutti i turkmeni).  Le  stramberie di questo tipetto sono tali che, nonostante sia stato uno tra i despoti più autoritari e repressivi dei nostri giorni, confermano che spesso -mooolto spesso- dittatori e idiozia vanno a braccetto.

Nel 1992 venne eletto presidente del Turkmenistan (bella forza: il suo partito era l’unico riconosciuto dalla legge e lui era l’unico candidato) e subito diede il via ad un culto della personalità tra i più inquietanti -e ridicoli- di tutti i tempi.  Continua a leggere

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Il libro sacro del dittatore

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Fino al 2006 (poi non so bene)  il libro più diffuso in tutto il Turkmenistan era il Ruhnama, traducibile come Libro dell’anima, ed il suo incredibile successo è dovuto soprattutto al fatto che l’autore era Saparmurat Atayevich Niyazov (1940-2006),  salito al potere nel 1992 in seguito ad elezioni *regolari* in cui l’unico partito consentito dalla legge era il suo e l’unico candidato era lui.

Il Ruhnama è un pastrocchio filosofico-morale in due volumi in cui Niyazov spiega Continua a leggere

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Tra storia e leggenda: la Bibbia del Diavolo

foto del 1906

Pare strano, ma anche per fare i bibliotecari in certi casi ci vogliono i muscoli. Quello che vedete a fianco è il Codex Gigas, meglio noto come “Bibbia del Diavolo“, il manoscritto(1) più grande del mondo, portato in Svezia come bottino di guerra dalla Boemia alla fine della Guerra dei Trent’anni e oggi conservato presso la Biblioteca Nazionale di Stoccolma. Bibliotecari coi muscoli perché per spostarlo ci vogliono due persone viste le dimensioni: circa 75 kg. di peso, 90 cm. di altezza per 50 di larghezza, 22 cm. di spessore -e per le 320 pagine in pergamena ci sono volute le pelli di oltre 160 animali.

Sono tante le stranezze di questo libro, a partire dalla storia del suo (presunto autore), Ermanno il Recluso. Continua a leggere

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1932: la Grande Guerra degli Emù

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Anno 1932, contea di Murchinson, Australia Occidentale. Migliaia di emù selvatici, uccelli  notevoli sia come stazza che come appetito,  battono il territorio in cerca di acqua e cibo, e alla fine trovano quello che cercano -purtroppo a spese degli agricoltori locali che vedono i loro raccolti sparire nel capace stomaco dei pennuti. Le tradizionali difese di filo spinato messe contro conigli e altri animali non  servono contro gli emù, i danni sono notevoli e i contadini si rivolgono allora al  governo per avere un risarcimento, ma quattrini non ce ne sono, e il governo preferisce, nella persona del Ministro della Difesa, sir George Pearce (1870-1952) dichiarare guerra agli emù.

Le operazioni belliche, affidate al maggiore G.P.W. Meredith della 7. batteria pesante della Royal Australian Artillery, Continua a leggere

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Topi, maiali e disco music

gheyn-muisjeSi sa, quando i militari vanno al potere ci vanno nel nome dell’ordine, e dei sacri valori della Patria (sempre con la “P” maiuscola, ovviamente) e di conseguenza una delle attività principali consiste nella repressione di qualsiasi cosa possa rappresentare una minaccia per questi sacri valori.

In Turchia, dopo il colpo di stato del 1980, tra i bersagli individuati c’erano le discoteche, viste come ambienti dove si ascoltava musica degenerata e fonte di corruzione per la gioventù turca -che invece di ballare avrebbe fatto bene a lavorare, fare le persone serie e magari anche mettersi una divisa addosso.

Questa dannosità delle discoteche fu oggetto nel 1981 di uno studio presso l’Università di Smirne:  un gruppo di ricercatori sottopose topi e maiali all’ascolto di disco music ad alto volume e in base ai risultati raggiunti gli scienziati arrivarono alla conclusione che mentre i maiali  diventavano sordi, i topi diventavano omosessuali. Naturalmente, lo “studio” concludeva dicendo che la disco music poteva avere effetti simili anche sugli esseri umani. Quando si dice la scienza al servizio della conoscenza!

 

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Le ultime parole di Terry Kath

220px-terry_kathChe i musicisti rock spesso facciano una brutta fine è qualcosa di più di un luogo comune, e d’altra parte mica è facile non lasciarci le penne quando si vive tra eccessi di vario genere.

Terry Kath (1946-1978) fu un grande chitarrista, questo è indubbio, e senza di lui non avremmo avuto quella grande band che sono stati i Chicago, però per quanto bravo uno sia, può sempre di fare una fesseria (come a tutti noi d’altra parte, bravi o non bravi che possiamo essere). E quando, come nel caso di Terry Kath, ci metti assieme alcol e armi, la fesseria può -o anche no- essere la prima,  ma facilmente è l’ultima. Il 23 gennaio 1978 Terry era a casa di un amico con la moglie, aveva bevuto parecchio e si mise a giochicchiare con una pistola automatica. L’amico gli disse di stare attento ma Terry rispose: “Non ti preoccupare, non c’è neanche il caricatore!“, si puntò la pistola alla tempia e premette il grilletto. Come da copione nella storia delle pistole automatiche, aveva tolto il caricatore ma era rimasta la pallottola già innescata e Terry Kath se ne partì per il paradiso dei fessi.

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La foto curiosa parte 3 – Omaggio alla Domenica del Corriere

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Ecco la terza (e ultima) parte della rassegna di foto curiose della Domenica del Corriere. Parte 1    Parte II    

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La foto curiosa parte 2 – Omaggio alla Domenica del Corriere

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Seconda parte della rassegna di foto curiose della Domenica del Corriere. Parte 1  Parte III

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Il tesoro -e le ultime parole- della Poiana

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il crittogramma di La Buse

15 uomini sulla cassa del morto, e una bottiglia di rum…” Se c’è qualcuno che non ama le storie di pirati e di tesori nascosti alzi la mano (in questo caso anche l’uncino va bene). Però, uno si chiede, quanta verità c’è in queste storie? Beh, almeno nel caso di Olivier Levasseur qualcosa di vero c’è.

Il francese Olivier Levasseur (1688?-1730), soprannominato La Buse (la Poiana) non è famoso come Morgan, o Barbanera o altri pirati, eppure non solo fu l’autore del colpo più grosso, quello che fruttò il più grande bottino nella storia della pirateria,  fu anche uno di quelli che diede appunto il via alle storie e leggende su tesori sepolti, mappe cifrate, ecc. Continua a leggere

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