Quando si parla di morti stupide, non si parla solo di quei fessi che ci lasciano le penne a causa della propria stupidità, si parla anche di morti causate da leggi stupide, dogmi stupidi, usanze e consuetudini stupide. In questa seconda casistica rientra la storia di Sunanda Kumariratana (1860-1880), sposa di Chulalongkorn (Rama V), re del Siam (attuale Thailandia).
La regina era a bordo di un battello diretto al Palazzo d’Estate quando il natante si rovesciò, e Sunanda finì in acqua. C’erano molte altre persone in altre barche e sulla sponda che avrebbe potuto intervenire e trarre in salvo lei e la figlia che aveva con sé invece nessuno si mosse: nel Siam del 19. secolo ai comuni mortali era assolutamente vietato toccare la regina, e la pena per i trasgressori era la morte, applicata in modo rigoroso senza sconti di nessun genere, nemmeno se l’azione fosse stata compiuta per salvarle la vita. Così la regina Sunanda, che non aveva ancora 20 anni, finì annegata assieme alla figlia.
Il regale consorte fece poi erigere un monumento in memoria della sposa nel Palazzo d’Estate, ma non cambiò la legge. Chissà se almeno rese obbligatori i salvagente per i membri della famiglia reale…
Immagine da Wikipedia Commons
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