Sulla strada che da Goramandra porta a Spigalmazzo, un po’ prima di questo paese, si trova la rinomata trattoria “Da Sor Pasqualino”, meta di amanti della buona cucina e del buon vino. Vista da fuori, sembra una stamberga fatiscente e se non fosse per il gran numero di macchine sempre parcheggiate passerebbe tranquillamente inosservata.
Una volta dentro però, verrete ricevuti da Sor Pasqualino in persona e vi accorgerete che al misero aspetto esterno corrisponde un interno lussuoso, con lampadari e mobili stile ottocento, maitre, sommelier, camerieri in guanti bianchi che corrono tra i tavoli mentre sullo sfondo un ampio passaggio nel muro permette di vedere la cucina linda e scintillante dove un esercito di chef nelle loro candide uniformi preparano squisite leccornie con movimenti rapidi e precisi.
Per quanto riguarda il menù e la carta dei vini, sono semplicemente superbe. Inutile citare alcun piatto, basti sapere che c’è quanto di meglio si possa annoverare nel campo della gastronomia d’alta classe di ieri e di oggi. E se nel menù non compare un dato piatto, basta chiedere e il maitre provvederà a passare l’ordinazione allo chef e avrete a disposizione qualsiasi, ma proprio qualsiasi cosa possiate mai desiderare: volete le crespelle di grano del Cile gratinate con ragù di maialino di latte e salsa di lamponi e tartufi? Eccole pronte. Un trancio di halibut del Baltico su un letto di ostriche e coquilles Saint-Jacques di Bretagna con delicate erbette di Provenza? nessun problema. Provare per credere, nulla proprio nulla vi sarà negato. E i vini? Che ne dite di uno Chateau d’Yquem del 1926 o di uno Chateau Margaux del 1932 (annata straordinaria!)? Preferite forse un barbaresco Conte Malfatti del 1918, riserva speciale del Duca d’Aosta, un vino per il quale D’Annunzio ebbe a sfidare a duello il Granduca di Princisbecco? Nulla vi sarà negato.
E la sorpresa finale è il conto: incantati dall’ambiente e dalla qualità delle vivande, avete tralasciato il costo ed ora, dopo un caffè di origine brasiliana che porta con sé la musica e il profumo di quelle terre lontane ed un bicchierino per digerire (un porto di tre secoli, proveniente direttamente dalla cantina privata dell’ammiraglio Nelson), temete di dover vendere la casa per pagare almeno in parte il conto, e invece… E invece il Sor Pasqualino vi presenta un conto di pochi euro e, con un piccolo gesto discreto, rifiuta con un sorriso anche la mancia che vi sentite in obbligo di lasciare e voi ve ne andrete, increduli e soddisfatti come non mai.
Inutile però cercare la trattoria sulle guide ufficiali: essa non compare né sulla guida Michelin, né su quella del Gambero Rosso o altre ancora. Il fatto è che quella che da fuori sembrava una stamberga fatiscente, è proprio una stamberga fatiscente e Sor Pasqualino è in realtà un vecchio illusionista in pensione -ma ancora molto abile!-che appena entrati vi ha ipnotizzati e vi ha fatto credere di trovarvi in un ambiente da fiaba con cibi e bevande paradisiache mentre in realtà eravate seduti ad un tavolaccio lercio e bisunto a mangiare una zuppa di cavoli e broccoli inaciditi (probabile causa di seri problemi intestinali nei giorni a venire) bevendo del vino di infima qualità che anche se in piccole dosi può comunque avere effetti deleteri sul fegato.
Eppure, anche se il trucco è ormai noto da tempo, molta gente continua a frequentare questa trattoria e siamo sicuri che anche voi, se la visiterete anche una sola volta, ne diventerete clienti affezionati.
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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...