Buon compleanno commissario Sanantonio!

2024-06-29 08_50_41-commissario sanantonio lungo largo - Cerca con GoogleE vabbe’, questo lo scrivo io perchè ho paura che se non ne scrivo io non ne scrive nessun altro… Il 29 giugno 1921 in Francia, a  Jallieu, nasceva Charles Antonie Fredéric Dard, un romanziere che scrisse più di 300 libri ma che io ricordo e onoro  soprattutto come il padre del commissario Sanantonio.

Le inchieste del commissario Sanantonio non si possono descrivere, qualsiasi definizione sarebbe inadeguata, ogni interpretazione fallimentare. Qualcuno liquida questi romanzi come gialli hard-boiled, ma questa è una fesseria grande come una casa perché non rende onore alla fantasia dell’autore, al suo stile,  all’umorismo (humour noir, si intende), alla forma narrativa, al funambolismo del linguaggio (soprattutto nelle traduzioni di Bruno Just Lazzari, l’unico che è riuscito ad interpretare degnamente  Dard; io ho anche provato a leggerlo in originale ma ci ho rinunciato dopo la prima pagina…). E non rende conto di quello che per me è la caratteristica unica di questi romanzi, e cioè la complicità che lo scrittore instaura con il lettore, un rapporto totale, esclusivo, possessivo, perfino pretenzioso:  Sanantonio non è per tutti, sia chiaro questo.

L’immagine è la copertina del primo Sanantonio che mi capitò fra le mani, dal titolo “In lungo, in largo e di traverso“. Ricordo quando il commissario percorre il sentiero verso una casa ed ebbi a leggere (cito a memoria): “… Faccio un passo, due passi, tre passi, quattro passi, cinque passi, sei passi, sette passi...” e il rimando a una nota a piè di pagina in cui l’autore si rivolge ai lettori e dice: “Scusate, ma l’editore mi ha chiesto di allungare le pagine“.  Era appena la seconda pagina, e io ero già perdutamente innamorato.

A quel tempo la serie Le inchieste del commissario Sanantonio  era già fuori stampa e io per anni nelle bancarelle dell’usato (all’epoca non c’erano Ebay,  Abeboks e compagnia briscola)  mi perdevo a cercare titoli evocativi e unici come “Pesca di mortificenza“, “Concerto per pizzi e giarrettiere“, “La quarta zucca è bianca“, “Il maccabeo errante“, “I miei dispetti, madama Ghigliottina“, e ogni volta che ne trovavo uno  che non avevo letto per me era una gioia, e anche se alla fine non riuscii mai ad avere la collezione completa (per pochi numeri, intendiamoci!) la lettura di oltre cento  (credo) di questi libri fu una delle cose più belle e piacevoli della mia vita.

Ecco, tutto qua, solo un piccolo omaggio, un semplice ricordo e un grande grazie a chi mi donò le storie di quel meraviglioso commissario. Chapeau, monsieur Dard!

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About Remo

nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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