I topi del cimitero, di Carlo H. De’ Medici

topiQuando ho letto questo libro mi sono stupito -e pure un po’ inquietato- perchè uno dei racconti, ‘L’amica del poeta’, ha forti somiglianze con il mio racconto ‘Poesia’ (fa parte della raccolta “Diffidate della realtà” ed è stato scritto ben prima che io conoscessi quest’opera), e anche perchè bisogna considerare che l’autore ha una storia personale misteriosa fatta di misticismo, esoterismo, alchimia con l’aggiunta di un leggero di odore di zolfo.

Comunque sia,  è un libro che merita di essere letto non solo da chi ama la letteratura gotica, esoterica e fantastica ma anche da chi, come me, ama riscoprire autori poco conosciuti o sottovalutati. E comunque il termine “letteratura gotica” per questa raccolta di  racconti pubblicati per la prima volta nel 1924,  secondo me è fuorviante e limitante. Certo, l’autore ci porta in un mondo di orrori e misteri, lui stesso definisce i suoi racconti ‘crudeli’,  ma per quel che mi riguarda li ho trovati ricchi anche di bellezza, di un estetismo che non si può neanche definire decadente, di… uhm. Non se se dirlo… Sì, lo dico: di poesia! Provate a leggere un capolavoro come ‘Madrigale’ se non mi credete.

Potrei anche blaterare sul fatto che questi racconti hanno una duplice chiave di lettura, una esoterica e l’altra exoterica, potrei dire che la loro crudeltà fa apparire lampi di profonda spiritualità, potrei tessere le lodi di uno stile di scrittura immediato e al tempo stesso suggestivo e coinvolgente, di sottolineare che la lettura suscita emozioni che fanno riflettere sul senso della vita e della morte, sul bene e sul male, sul sogno e sulla realtà, potrei disquisire sugli echi più che sulle influenze di Poe e Huysmans (mmm… forse anche di Strobl, però non so se lo possa aver letto), ecc. ecc.

Quanto sopra è tutto vero, certo, ma lascio volentieri il blabla a qualcun altro. Io ho chiuso il libro con la certezza di avere incontrato (magari in ritardo perchè fino a un paio di mesi fa nemmeno sapevo chi era questo De’ Medici)  un grande, uno scrittore che meriterebbe molto di più di quanto finora gli ha riservato una critica letteraria limitata e stitica nel bulbo.


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About Remo

nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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