Tante volte fuori dei castelli o dei palazzi vediamo sporgere delle specie di torrette pensili come quella nella foto. Si tratta di latrine: ci si sedeva, si faceva ciò che si doveva fare, le deiezioni varie finivano nel fossato e chi s’è visto s’è visto.
Fu in una di queste elitarie ritirate che nel 1076, a Vlaardingen, in Olanda, trovò fine ingloriosa Goffredo IV di Lotaringia, detto il Gobbo (1040-1076), duca della bassa Lorena, conte di Verdun e Margravio reggente di Toscana (questo perché era il marito della ben più nota Matilde di Canossa): un sicario al soldo di Roberto I di Fiandra, si mise in attesa e quando il duca si accomodò alla bisogna… op! lo infilzò dal basso con una lancia causandogli una ferita che in pochi giorni lo portò alla morte.
Questo fu possibile solo perché questo tipo di gabinetti spesso (come in questo caso) erano un lusso per pochi: di solito erano interni o adiacenti alle stanze dei signori e a loro riservati, mentre gli altri la facevano in contenitori vari (buttando poi il tutto dalle finestre) oppure utilizzavano fosse comuni. Ecco perché il sicario ebbe gioco facile: sapeva che lì ci sarebbe andato solo il duca, se fosse stato utilizzato anche da altre persone… beh, allora non credo sarebbe stato facile distinguere un culo ducale da un culo qualsiasi.
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