Anche i boia piangono

esecuzione di Luigi XVI

Charles-Henri Sanson, titolo completo Chevalier Charles-Henri Sanson de Longval (1739-1806), boia figlio di boia, nipote di boia, pronipote di boia, e padre di boia, è probabilmente il boia più noto della storia. In una carriera di oltre 40 anni, prima come Boia della Corona, poi come Alto Boia della Repubblica francese, giustiziò 2918 persone -compreso il suo precedente datore di lavoro Luigi XVI (ma anche Danton, Robespierre, Sant-Just e compagnia briscola: furono molti i VIP dell’epoca che ebbero a che fare con Sanson).

Alla faccia di quelli che dipingono i boia come sadici psicopatici, Sanson era un brav’uomo, il suo era un lavoro ereditato, non gli piaceva per niente e faceva di tutto per accelerare la faccenda e non far soffrire inutilmente i suoi clienti. La sua deontologia professionale comunque non gli impediva di essere attento, preciso e  soprattutto, di praticare il suo mestiere nel più completo distacco personale.

Eppure anche lui, una volta, venne coinvolto emotivamente nel suo lavoro. Accadde nel 1790 quando il figlio maggiore Gabriel, che gli faceva da assistente ed era destinato a succedergli, mostrando alla folla una testa appena tagliata scivolò dall’impalcatura della ghigliottina e si ruppe la testa. Chissà se Sanson padre pianse veramente, magari anche no, e comunque l’altro suo figlio, Henri, in seguito a quest’incidente lasciò la sua carriera nell’esercito e divenne lui il sesto (e ultimo) boia della dinastia Sanson dopo il ritiro di suo padre nel 1795.

En passant, vorrei ricordare che quando, anni dopo, Napoleone chiese a Charles Sanson se con tutti quei morti sulla coscienza riusciva a dormire tranquillo, lui rispose. “Se dormono tranquilli imperatori, re e dittatori, perché non dovrebbe dormire tranquillo un boia?


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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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