Per me, Luciano di Samosata non fu un amore a prima lettura, piuttosto una piacevole variante in quella letteratura greca che, bene o male, dovevo studiare. Se non ricordo male (alla mia età capita) la prima volta che lessi qualcosa di suo fu in una antologia di classici greci, roba tratta dai Dialoghi dei Morti, e mi piacque soprattutto perché, rispetto agli altri autori, era mooooolto più leggero e divertente.
Anni dopo, mentre cercavo di organizzare una mia raccolta di scrittori umoristici di ogni tempo e luogo, lo reincontrai con il suo Elogio della mosca, pubblicato da Stampa Alternativa e allora sì che scoppiò l’amore!
Cercai altri testi e scoprii in lui un maestro della satira e del fantastico che prendeva per i fondelli (duemila e fischia anni fa) gli stessi personaggi che impestano la nostra società oggi: esperti del blablabla che non sanno un beneamato, filosofi che vendono saggezza un tanto al chilo, riccastri con la puzza al naso che si credono immortali, narratori che snocciolano balle a un pubblico banana e credulone. Leggete qualche suo dialogo e ci trovate gli stessi fessi che incontrate ogni giorno per la strada, che vedete alla televisione, che incontrate sui social. Assolutamente politically incorrect (o uncorrect? boh), non rispetta nemmeno gli déi, li fa scendere dal piedistallo dove li hanno messi dei soloni con la puzza al naso e li mostra per qual che sono, con difetti e fisime umanissime.
Se già non lo conoscete, leggetelo e vi assicuro un godimento inaspettato, satira allo stato puro, di quella satira che “castigat ridendo mores”, la risata punisce i costumi, come diceva un mio professore parlando non mi ricordo più di chi (ve l’ho detto, alla mia età la testa…).
Un paio di raccomandazioni per la lettura:
1) lasciate perdere, neanche incominciate se siete degli stitici del’umorismo (ma non dovreste esserlo se leggete un blog come questo)
2) quando avete finito di ridere, controllatevi allo specchio: magari Luciano parlava proprio di voi e non ve ne siete accorti. Sono cose che capitano, con i maestri.
PS (doveroso)
È a Luciano che faccio riferimento per i miei Dialoghi sulla Scrittura, che intendono essere anche un omaggio e un ringraziamento allo stesso tempo, anche se i suoi dialoghi in genere hanno uno stile più stringato di come l’ho girata io.
Su Wikisource sono disponibili le Opere di Luciano tradotte e a cura di Luigi Settembrini (non sono complete ma le principali ci stanno: approfittatene)
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